La storia di Piandelagotti si intreccia con quella dell'Abbazia benedettina di Frassinoro. Tutto l'attuale territorio della parrocchia, e anche oltre, era occupato dalla "Selva Romanesca", vastissima foresta che, da una parte, si estendeva dal Dolo fino a S. Annapelago, dall'altra, discendeva fino a Chiozza e a Castiglione di Garfagnana.
In questa selva fino al XV secolo esisteva solo l'Ospizio di San Geminiano (nominato già nel 1105), Ospizio legato a tante leggende sul Patrono di Modena che, si dice, trovò qui rifugio e amò le sue selve.Un Ospizio importante che vide, ad esempio, passare l'otto Ottobre 1216 il piccolo Arrigo, re di Sicilia, figlio di Costanza d'Aragona . Di qui passarano per lunghi secoli i Governatori che i Duchi Estensi mandavano a reggere la Garfagnana: e basti citare per tutti Ludovico Ariosto ( 1522 - 1525).Con l'apertura delle strade rotabili l'oratorio andò in rovina. Ricostruito nel 1901, da allora ha subito diversi restauri. Nel secolo XVI buona parte di questa Selva era già ridotta a coltura e parecchie famiglie di Frassinoro vennero a stabilirvisi. Nel xvi secolo nacque la parrocchia, dedicata a Santa Maria della Selva Romanesca. La Chiesa parrocchiale venne eretta nel 1683, rifatta nel 1747 ed ampliata nel IXI secolo, così come attesta la lapide posta sul frontale della chiesa attuale. "Questo tempio dedicato dal 1747 al buon Dio e alla Vergine SS.ma con il sacrificio e le offerte della popolazione fu ampliato ed abbellito nel periodo 1872 - 1900".Al suo interno si può ammirare una tela del XVII secolo raffigurante la Natività di Maria
Parole chiave: piandelagotti
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