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Sull'Appennino Tosco Emiliano, nei pressi
del confine con la Toscana (la provincia di Lucca) e la provincia
di Reggio Emilia nella verde vallata del fiume Dolo è
situato Romanoro.
Il Paese, che fa parte della Provincia di Modena ed è
una frazione del Comune di Frassinoro è composto da
numerose piccole borgate che si collocano su di una superficie
territoriale di circa 14 km 2 ad una altitudine media di circa
700 metri (...)
La produzione di tartufi caratteristica del territorio Comunità
Montana Appennino Modena Ovest è basata sul Tuber Magnatum
Pico (tartufo biano o trifola) che si raccoglie da fine Settembre
a Gennaio e che, per il suo intenso profumo, e la sua rarità,
è considerato in assoluto il più pregiato fra
tutti.Le altre tipologie di tartufo prodotte in questa zona
sono: il Tuber Aestivum (scorzone) che matura da Maggio a
Luglio, il Tuber Uncinatum (tartufo uncinato) ed il Tuber
Macrosporum (tartufo nero liscio) che si raccolgono tra Settembre
e Gennaio.
Il tartufo, in questa zona, si sviluppa in terreni calcarei
e basici particorlamente drenati e areati, pur prediligendo
condizoni ambientali fresche ed umide.Il fungo sotterraneo
si sviluppa in simbiosi con piante arboree quali: querce,
salici, noccioli, carpini e pioppi.
E' raccontato ancora oggi dagli anziani del paese, quasi fosse
una leggenda, di quando nei campi , le zolle smosse dalle
loro zappe portavano alla luce un'infinità di questi
preziosi funghi sotterranei dal caratteristico profumo.
Le testimonianze storiche tramandate di generazione in generazione,
quanto questa verde vallata sia sempre stata ricca di tartufo
entrato, solo negli ultimi decenni nella gastronomia locale.Prima
di questo periodo, infatti, i soli cercatori di tartufo nella
zona erano "forestieri" gente proveniente dalla
Pianura o dai paesi vicini. Furono prorpio loro a far conoscere
ed apprezzare alla gente di Romanoro le qualità di
questo pregiato frutto della terra.Nasce così la neccessità
di tutelare il territorio per salvaguardarlo da uno sfruttamento
selvaggio e non controllato e a questo proposito l'idea di
alcuni abitanti del Paese, montanari orgogliosi e protettivi
nei confronti della "loro terra" si concretizza
nella costituzione nell'Agosto del 1989 del "Consorzio
di Romanoro" .
Del Consorzio fanno parte i proprietari ed i conduttori dei
terreni inclusi nella tartufaia controllata, la cui adesione
sia stata accolta, e tra questi, i tartufai autorizzati ad
entrare in questo territorio devono, oltre che essere muniti
di tesserino di abilitazione alla raccolta del tartufo avere
l'autorizzazione dal consorzio stesso.
L'unità territoriale nell'ambito della quale opera
il consorzio si estende per un asuperficie di ben 95 ettari.
L'attività del consorzio consiste nel difendere l'ambiente,
all'interno della tartufaia: creare e conservare le condizoni
per assicurare la simbiosi micorrizica, mantenere pulito il
territorio proteggere le painte tartufigene già esistenti
ed impiantarne di nuove.
Nel 1991la collaborazione con la Comunità Montana Appennino
Modena Ovest ha incrementato la già alta considerazione
di cui il tartufo gode nella zona dando vita "Sagra del
Tartufo Modenese", evento che si svolge a Montefiorino
tra fine Ottobre e i primi di Novembre con cadenza annuale.L'importante
manifestazione prevede convegni, mostre micologiche e culturali,
varie forme di animazione e spettacolo, gare di cani da tartufo
ed altri tipi di concorso.
Nell'ambito della festa si ha la possibilità di acquistare
prodotti tipici, artigianali e gastronomici, dell'appennino
modenese e , naturalmente, il tartufo appena raccolto che
può anche essere gustato sapientemente cucinato dai
migliori ristoratori della zona. La qualità del pregiato
fungo sotterraneo che si raccoglie in questa zona trova un
prestigioso riconoscimento nell'inclusione, nel 1996, della
Comunità Montana Modena Ovest nell'Associazione Nazionale
Città del tartufo della quale fanno parte Norcia, S.Miniato,
Alba ed altre importanti località.
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